15 gen 2010
Domenica 17 gennaio, giorno della festa di sant’ Antonio Abate, alle ore 15,30 a Masone in piazza della Chiesa si svolgerà la benedizione degli animali.
Tutti coloro che possiedono animali domestici e non sono invitati a partecipare.
E’ interessante sapere anche un po’ storia su questo santo…
S. Antonio Abate nacque a Coma in Egitto intorno all’anno 250 d.C. Coma è una località situata sulla riva sinistra del Nilo.
Sant’Antonio, di cui conosciamo la vita grazie alla biografia scritta da un suo discepolo, Atanasio, è stato il padre del monachesimo orientale
Uomo appartenente a una famiglia piuttosto agiata, mostrò sin da giovane un disinteresse alle lussurie della vita mondana, delle feste e dei banchetti: condusse infatti una vita all’insegna della meditazione, lasciando tutti i suoi averi ai poveri.
Compiuta la scelta di vivere come eremita, trascorse molti anni vivendo in un’antica tomba scavata nella roccia, lottando contro le tentazioni del demonio, che molto spesso gli appariva per mostrargli quello che avrebbe potuto fare se foste rimasto nel “mondo”. Proprio per questa scelta di vivere in solitudine fu costretto a cambiare residenza molte volte.
Intorno al 311 d.C. si recò ad Alessandria per prestare aiuto e conforto ai Cristiani perseguitati dall’imperatore Massimiliano; poi si ritirò sul monte Qolzoum, sul mar Rosso, ma dovette tornare ad Alessandria poco tempo dopo per combattere l’eresia ariana, sempre più diffusa nelle zone orientali dell’impero.
Antonio fu molto longevo: morì infatti all’età di 105 anni, il 17 Gennaio del 355 d.C.
Nell’iconografia, il santo è circondato dagli animali di cui è considerato il popolare protettore. La tradizione deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Secondo una leggenda del Veneto , la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.








































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