Riportiamo la lettera di Tomaso Nino Maccio’, Segretario politico del Partito Democratico Circolo di Masone, di cui sarà data lettura anche durante il Notiziario di venerdì 15 aprile 2011, in merito al recente convegno sull’acqua come bene pubblico svoltosi a Masone:

Avendo seguito attentamente il dibattito che si è svolto il 18 marzo u.s. a Masone, sull’interessante tema dell’acqua come bene pubblico, vorrei ringraziare gli organizzatori poiché hanno dato modo, ed il merito è anche di Telemasone-Rete Valle Stura, che ne ha divulgato la registrazione, di fare conoscere esattamente, in quali termini sta il problema in questione, e le prospettive che hanno di fronte, non solo i cittadini della nostra valle, ma di tutto il Paese. I relatori, e fra loro soprattutto il dr. Pino Cosentino del Comitato per il referendum, hanno esternato con estrema chiarezza quali sarebbero i rischi se, malauguratamente, la consultazione referendaria non raggiungesse il quorum di votanti stabilito dalla legge e la consultazione stessa non desse il risultato sperato, cioè quello di abrogare le parti del decreto legislativo n. 152 del 2006, meglio conosciuto come decreto Ronchi, che di fatto tolgono ogni controllo alla gestione degli acquedotti da parte dei Comuni che pure ne sono proprietari, consegnandola a società private, probabilmente anche straniere, affinchè ne facciano merce come fosse un qualsiasi prodotto da vendere sul mercato, ricavandone grandi profitti come è nella logica di ogni impresa.
Sono concetti che condivido, tanto che trovano conferma in una mia lunga lettera, gentilmente pubblicatami sul n. 4 del 4 aprile 2010 del pregevole giornale “l’inchiostro fresco”.
Anche i rappresentanti delle Minoranze consiliari valligiane vanno ringraziati dato che, con il loro contributo al dibattito, argomentando sulla prima applicazione della legge “Galli” in Valle Stura, hanno consentito ad alcuni esponenti delle attuali Maggioranze di ulteriormente spiegare come andarono realmente le cose e di ribadire la validità di quelle decisioni che dovettero si seguire un binario obbligato dalle norme regionali liguri, ma che comunque mantennero un controllo maggioritario pubblico ed i Comuni poterono partecipare alle scelte di investimento inerente la gestione del ciclo integrato acqua/depurazione. D’altro canto, tutto venne attuato con atti deliberativi pubblici, che ricevettero i controlli di legittimità da tutti gli Organi preposti, Segretari e Funzionari comunali, revisori dei conti, che dettero e sottoscrissero i loro pareri, Consiglieri di Minoranza e di Maggioranza e persino da ispettori della Corte dei Conti durante l’esame dei bilanci.
Quanto alla responsabilità politica, essa com’è noto,venne più volte premiata, degli elettori.
Ma, guardando al futuro, con piacere mi è parso di capire che, sulla questione acqua le distanze di opinione fra i due schieramenti politici in valle si sono abbastanza accorciate. Anche perché, se i Consiglieri comunali locali che si identificano nei Partiti di centro-destra collaborano con i rappresentanti del Comitato nazionale per il referendum, che è sostenuto dalla sinistra, si è portati a pensare che, anche se la legge che si vorrebbe abrogare è stata fortemente voluta del Governo Berlusconi, che per farla passare ha anche imposto in Parlamento il voto di fiducia, dovrebbe voler dire che forse essi faranno campagna assieme a noi a favore del SI !
Per il bene dei cittadini le vie della politica sono (…io spero…) infinite.
Masone, 10 aprile 2010
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.
Tomaso Nino Maccio’
segretario politico

ScarsoSufficienteBuonoOttimoGrande! (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...