14 dic 2011
Illustre personaggio da ricordare
Don Franco Buffa Parroco eroico
in difesa degli ebrei esuli a Masone
Masone. Ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte di Don Franco Buffa, Parroco di Masone dal 1934 al ’45, morto il 14 agosto del 1961. Desideriamo ricordarlo con questo primo contributo, promettendo di ritornare sulla sull’eminente e poco celebrata figura in seguito. Le notizie sul suo conto, infatti, sono molto rare, vittima forse volutamente “dimenticata” del tumultuoso ultimo dopoguerra, quando dovette lasciare precipitosamente il nostro paese a seguito di una mai chiarita questione di lettere minatorie.
Iniziamo quindi col bell’articolo di Angelo Coriandolo, pubblicato nell’edizione di Genova dal quotidiano “Il Giornale”, nel luglio del 2005.
“Giorni difficili, di terrore, di fame, di paura. Giorni nei quali un popolo intero, gli ebrei, era divenuto preda di uno sterminio scientificamente studiato e realizzato. Giorni nei quali la follia del totalitarismo nazista si è infranta dinanzi alla dignità e al coraggio di tanti uomini e donne che non hanno rinunciato alla loro umanità. Nel novembre 1943, dalla corriera proveniente da Campoligure scende una coppia di sposi con i due figli, uno dei quali è in braccio alla mamma. Sono ebrei genovesi, nel capoluogo ligure “nella centralissima via Fieschi – spiega Paolo Ottonello, assessore alla Cultura del Comune di Masone, insieme a Piero Ottonello (non parenti, solo omonimi) appassionato cultore di storia locale – gestivano un’attività commerciale, licenziatari di una nota impresa inglese del settore del cotone impermeabilizzato”. Nel tentativo di sfuggire alle persecuzioni naziste si rifugiano sulla riviera di levante, nella zona di Recco “il luogo più bombardato d’Europa nella seconda guerra mondiale” come ricorda Piero Ottonello. La caccia all’ebreo si estende ovunque e la famiglia, avvisata da una persona di buon cuore, troverà asilo in un convento di suore sulle alture della località rivierasca, nella zona del valico della Ruta. In questi frangenti viene alla luce il secondogenito della famiglia genovese, la quale si troverà a percorrere una discreta, quanto efficacissima “via dei conventi” che li porterà in salvo. Ad attenderli alla fermata dell’autobus una ragazza allora ventenne, Chiara. “Mia vicina di casa, classe 1924, che andò a riceverli dietro indicazione dei genitori a loro volta informati dalla zia Suor Genesia – racconta l’assessore alla Cultura di Masone – per accompagnarli in una cascina dove alloggeranno sino al rastrellamento della Benedicta, il 19 maggio 1944. L’avvicinarsi dei soldati nazisti alle cascine – continua Paolo Ottonello – costringe la famiglia ebrea genovese a cercare un altro rifugio”. I due bambini vengono accolti in altrettante famiglie del paese, mentre i genitori trovano asilo nel campanile della chiesa di Cristo Re di Masone, la parrocchiale del paese “grazie alla disponibilità di don Franco Buffa, il parroco d’allora” continua Paolo Ottonello. “Parroco e medico – interloquisce Piero Ottonello. – Quella di don Buffa è una vocazione adulta: diventa infatti sacerdote a trentotto anni, dopo la laurea in medicina e dopo aver esercitato la professione. Don Franco, parroco di Masone dal 1934, ospita la coppia ebrea genovese nel campanile della chiesa, cosciente del rischio di essere fucilato sul posto, qualora venisse scoperto. “Masone era sede del Comando della Wehrmacht e di un distaccamento di Bersaglieri Difesa Costiera della Repubblica Sociale Italiana” osserva in proposito Piero Ottonello. Don Buffa non si limita ad ospitare i coniugi nel campanile: oltre al pranzo e alla cena, insieme a loro ascolta le trasmissioni di Radio Londra. E in una stanza della torre campanaria della chiesa parrocchiale, suggestiva e intensa testimonianza della fede dei masonesi, “una delle prime dedicate a Cristo Re” fa notare don Roberto, giovane e affabile viceparroco, sono ancora visibili alcuni disegni, qualche scritta sbiadita e dei caratteri che richiamano l’alfabeto ebraico. Una figura, quella di don Franco Buffa, rimasta viva nella memoria di Masone. Tuttavia, il sacerdote medico che ospitava gli ebrei nel campanile, alla fine della guerra, nella primavera del 1945, fu minacciato e il vescovo monsignor Giuseppe Dell’Omo ritenne prudente destinare il sacerdote ad un’altra comunità parrocchiale. Leggiamo nelle memorie di monsignor Dell’Omo pubblicate sul periodico diocesano “L’Ancora” (11 novembre 1990, a cura di Giacomo Rovera): “Da pochi giorni era stato prelevato e ucciso il parroco di Tagliolo, don Pellizzari, e poco prima era stato ucciso il segretario comunale di Masone a opera di persone della zona…”. In questo periodo l’arciprete di Masone e anche il vescovo diocesano ricevono lettere di minacce contro Don Buffa, nelle quali il sacerdote era accusato di aver simpatizzato per il fascismo. “Avrà anche benedetto i gagliardetti, però ospitava gli ebrei nel campanile” osserva Paolo Ottonello. Monsignor Dell’Omo, addolorato per l’assassinio di don Pellizzari e preoccupato per la sorte di don Buffa, ritiene opportuno trasferire quest’ultimo, nonostante egli godesse la fiducia e la stima dei suoi parrocchiani. Don Buffa lascerà spontaneamente la parrocchia il 25 maggio 1945 dopo aver guidato un pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora della Guardia. “Lettere, minacce, ecc. furono tutte opera di una minoranza di poche persone che – leggiamo sempre nelle memorie di monsignor Giuseppe Dell’Omo – avendo astio verso la persona di don Buffa, approfittarono dei tristi tempi e pericolosi per dar sfogo al loro odio”.
Tempi tristi e pericolosi, che non hanno fermato gesti di solidarietà umana, discreti e luminosi, di persone che non esitavano ad esporsi per aiutare gli ebrei braccati. Alcuni autori di questi gesti straordinariamente umani in situazioni straordinariamente difficili sono noti al grande pubblico, altri non lo sono e forse non lo saranno mai. Certo è che sia gli uni, sia gli altri, hanno scelto la parte migliore: “Quella che non sarà tolta”.
19 nov 2011
Mostra al Museo Tubino
“UN TERRITORIO APPETIBILE”
Masone. Venerdì 18 novembre alle ore 17 al Museo Tubino è in programma l’inaugurazione della mostra “Un territorio appetibile” promossa dai volontari dell’associazione “Amici del Museo” e da Enrico Giannichedda con il contributo della Provincia di Genova e del Comune di Masone ed in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e la Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici e Antropologici della Liguria.
Nel Museo di Masone, oggetti di epoche diverse raccontano di usi del territorio e attività produttive.
Fra queste, le produzioni alimentari sono sempre state di enorme importanza.
Latte, carne, miele, cereali, legumi, castagne, uva, ma anche altri cibi, che spesso si definiscono prodotti minori,erano il motivo per cui l’uomo occupava e organizzava il territorio.
In passato, di fame si poteva morire per davvero e procurarsi da mangiare era così importante che spesso, ancora in età moderna, gli operai al lavoro nelle fabbriche della valle erano pagati “in natura”.
In pratica, lavoravano per mangiare e poco più.
In questa occasione alcuni reperti etnografici ed archeologici sono utilizzati non per fare una storia dell’alimentazione in valle Stura, che resta tutta da costruire e dettagliare, ma per iniziare a ragionare, nel Museo, del rapporto fra le produzioni attuali e le produzioni antiche.
E, questo, per affrontare questioni importanti.
Fra queste, la storia del territorio e delle risorse; i cambiamenti nelle attività di trasformazione dei cibi che determinano sapori, gusti, identità; le conseguenze dell’avvenuta apertura al mercato che offre cibi importati, sapori alternativi, modelli di vita differenti.
La mostra resterà aperta dal 19 novembre 2011 al 26 febbraio 2012.
18 nov 2011
Museo Civico Tubino
Un territorio appetibile
Da ora sino a giugno
Masone. Inaugurata con successo, venerdì 18 novembre presso il Museo Civico “Andrea Tubino”, la mostra dal titolo “Un territorio appetibile”. Presenti il sindaco e l’assessore provinciale Anna Maria Dagnino, hanno fatto gli onori di casa l’assessore comunale Luisa Giacobbe ed il Conservatore Enrico Giannichedda, che ha illustrato gli scopi dell’iniziativa, sostenuta dal Comune e dalla Provincia di Genova, che rimarrà visitabile sino al prossimo giugno.
“Nel Museo di Masone, oggetti di epoche diverse raccontano di usi del territorio e attività produttive. Fra queste le produzioni alimentari sono sempre state di enorme importanza. Latte, carne, miele, cereali, legumi, castagne, uva, ma anche altri cibi, che spesso si definiscono prodotto minori, erano il motivo per cui l’uomo occupava e organizzava il territorio.
In passato si poteva davvero morire per fame e procurarsi da mangiare era così importante che spesso, ancora in età moderna, gli operai al lavoro nelle fabbriche erano pagati in “natura”. In pratica lavoravano per mangiare e poco più. In questa occasione alcuni reperti etnografici ed archeologici sono utilizzati non per fare una storia dell’alimentazione in Valle Stura, ma per iniziare a ragionare del rapporto fra le produzioni attuali e antiche”
12 nov 2011
Presentazione Biblioteca Comunale
La “Sinfonia d’autunno”
di Anna Maria Fattorosi
Masone. “Sinfonia d’autunno”, edito da Ibiskos Ulivieri, questo il titolo della più recente raccolta di poesie di Anna Maria Fattorosi presentato sabato 12 novembre, presso la Biblioteca Civica.
Dopo il saluto del sindaco, ha presentato l’opera l’assessore alla Cultura Luisa Giacobbe, presente l’autrice che di seguito ha risposto alle domande del buon pubblico presente .
Anna Maria Fattorosi ha insegnato come maestra in scuole elementari di Genova e di Masone, dove da anni risiede. Da sempre scrive per fissare sulla carta emozioni difficili da esprimere a voce. Autrice di prose e poesie è presente in numerose antologie ed ha conseguito lusinghieri premi letterari e riconoscimenti a livello nazionale. Breve biografia di un personaggio che onora Masone.
24 ott 2011
| 30 ottobre 2011 | ||
| 18 novembre 2011 | ||
| 19 novembre 2011 |
Iniziative didattiche e culturali
“Territorio appetibile” al Museo
ricordo Carlo Pastorino in Comune
Masone. Autunno ricco di appuntamenti culturali, orfano però di quella che doveva essere l’undicesima edizione del Festival Cinematografico “In mezzo scorre il fiume”, caduto sotto la scure economica ed organizzativa conseguente alla chiusura primaverile della Comunità Montana Valle Stura, Orba e Leira.
Domenica 30 ottobre, presso il Museo del Ferro “Andrea Tubino”, terminerà l’esposizione della mostra dal titolo “Un’altra Zenoa ghe fan, la presenza linguistica ligure nel Mediterraneo”, inaugurata nel mese di luglio. Si tratta di quindici pannelli fotografici con testo descrittivo donati al nostro museo dalla Società Finmeccanica SELEX ELSAG, che l’allestì nel 2002 con le eccellenti fotografie di Antonio Torchia e le ricche didascalie del professor Fiorenzo Toso, insigne linguista e dialettologo che insegna Linguistica Generale all’Università di Udine dove lavora al Centro Internazionale sul Plurilinguismo, Libero Docente di Filologia Italiana presso l’Università di Saarbrucken, che collabora al Lessico Etimologico Italiano ed è tra i principali redattori del Vocabolario delle Parlate Liguri (1985-1992).
Ogni pannello esamina un centro o una zona geografica in cui i liguri, dal lontano medio evo, si sono installati coagulando la comunità attraverso la permanenza del loro dialetto, che nel ‘500 era la lingua commerciale più utilizzata nel bacino del Mediterraneo. Esempi classici Bonifacio e la Corsica, la rocca di Gibilterra, lo scoglio di Tabarca da cui derivò Carloforte sull’isola di San Pietro in Sardegna. La mostra rimane a disposizione presso il Museo per quanti desiderino ospitarla, per il suo forte valore didattico è, infatti, particolarmente adatta per le scuole.
Venerdì 18 novembre, sempre presso il Museo sarà inaugurata l’altrettanto interessante e iniziativa dal titolo “Un territorio appetibile”, l’esposizione realizzata col sostegno della Provincia di Genova e inserita, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, fra gli eventi che la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria ha dedicato al tema “Alle radici della dieta mediterranea”. Come informa l’assessore alla Cultura Luisa Giacobbe curatrice dell’iniziativa con Enrico Giannichedda Conservatore del Museo, “L’esposizione, a carattere didattico, sarà accompagnata, per gran parte del 2012, da varie iniziative collaterali quali la raccolta di ricette locali, presentazione di libri dedicati al cibo, incontri e conferenze con produttori ed esperti, attività specificamente rivolte alle scuole. Al termine dell’iniziativa sarà pubblicato un nuovo Quaderno del Museo dedicato al tema, perché ragionare di alimenti grezzi e, soprattutto per l’età moderna, di prodotti preparati è un modo di fare storia ed aprire il Museo a chi, conservando e rielaborando saperi di lunga durata, produce con il dovuto rispetto per le materie prime e per la società in cui vive”.
Sabato 19 novembre, infine, l’intera giornata sarà dedicata al ricordo di Carlo Pastorino, il nostro “Poeta”, nel cinquantenario dalla morte.
Al mattino saranno coinvolti i ragazzi della scuola media a lui intitolata, che presenteranno l’avvio del lavoro che li porterà a realizzare la biografia dell’illustre cittadino, realizzata però a “fumetti”, guidati dai professori e con la supervisione straordinaria del nipote di Carlo Pastorino, Marco Torricelli, affermato autore di storie illustrate per la nota casa editrice Bonelli.
Nel pomeriggio, nel salone del Consiglio Comunale, il professor Francesco De Nicola, ordinario di Letteratura Italiana presso l’Ateneo genovese, massimo esperto dell’opera di Pastorino, presiederà la parte celebrativa vera e propria, che prevede interventi storici e letterari e la presentazione di una raccolta fotografica commentata, lettura di brani, oltre all’intervento istituzionale del sindaco di Masone.
Torneremo sull’argomento per dettagliare meglio il programma della giornata pastoriniana.
15 ott 2011
Iniziativa benefica
Stefano Visora è a Savona
con PediARTria in Corsia
L’iniziativa di PediARTria in Corsia, attraverso il disegno e i laboratori creativi, si prefigge quindi di aiutare ad esorcizzare le paure dei bambini ricoverati. La prima edizione vedrà la partecipazione del Fiat 500 Club Italia, del Movimento Arte del XXI Secolo, del Museo Civico di Masone Andrea Tubino e del fotografo Carlo Minotti.
Stefano Visora è nato a Masone, in provincia di Genova, ed è da sempre appassionato di arti figurative. Dopo una lunga milizia nell’àmbito dell’iperrealismo, ha parallelamente sviluppato un nuovo stile che si richiama alle scaturigini novecentiste di quella che in Francia molti anni or sono è stata scherzosamente definita Art Bebé. Nel caso specifico, Visora, oltre ai modelli illustri, si serve dei disegni dei propri figli, che rielabora usando la mano sinistra per imporsi un handicap che lo avvicini all’ingenuità delle figurazioni infantili.
La mostra che resterà aperta fino al 6 gennaio 2012, grazie alla collaborazione col professor Aldo Maria Pero, presidente del Movimento Arte del XXI Secolo, ed dedicata oltre che alle famiglie dei piccoli ricoverati anche a tutta la cittadinanza. L’ingresso per i visitatori esterni sarà libero dalle ore 15.00 alle ore 18.00 di Sabato e Domenica.
Per tutta la durata della mostra il pittore Stefano Visora e la fiduciaria del Fiat 500 Club Italia, Lucia Fresia, saranno presenti in reparto, ogni giovedì mattina, per dar vita ad un laboratorio artistico e creativo di cui i bambini ricoverati saranno assoluti protagonisti. Come dichiara lo stesso Stefano Visora: “Dal mondo dell’infanzia gli artisti possono trarre fantastiche intuizioni per la loro arte, soprattutto se l’artista è riuscito a non perdere il contatto con il proprio bambino interiore”. Questa filosofia si sposa perfettamente con l’idea di cura e accoglienza del professor Amnon Cohen, Direttore della Struttura Complessa di Pediatria, che dichiara: “Crediamo che l’unione tra l’arte e la creatività dei bambini sia un binomio molto importante: per l’artista è fonte di spunti creativi, per il bambino può essere un modo per rielaborare le ansie del ricovero attraverso l’arte e superarle”.
Per concordare eventuali visite infrasettimanali o guidate e laboratori per le scuole è possibile prendere contatto con la Signora Laura, segretaria dell’Associazione Cresc.i onlus ai numeri 019-8404903 o 019-8404920.
8 ott 2011
| 8 ottobre 2011 | ||
| 15 ottobre 2011 | ||
| 16 ottobre 2011 |
Masone. Sono iniziati con l’inaugurazione, presso la biblioteca delle scuole elementari, della mostra itinerante sulle truppe alpine i festeggiamenti per il 55º anniversario della fondazione del gruppo masonese che culmineranno con il raduno sezionale fissato per il 15 e 16 ottobre.
A tagliare il tradizionale nastro tricolore, sabato 8 ottobre, è stata l’assessore comunale Luisa Giacobbe alla presenza del vicesindaco Piero Ottonello, dell’assessore Giuseppe Sciutto e dei consiglieri sezionali delle penne nere Saverio Tripodi e Beppe Aneto.
Ad accogliere le autorità e gli intervenuti, il presidente degli alpini locali Piero Macciò che ha ringraziato tutti i presenti ed invitato i masonesi ad una presenza numerosa alle iniziative previste per il raduno sezionale.
Fonte: L’Ancora
28 set 2011
| 1 ottobre 2011 |
Vi segnaliamo il convegno “Risparmio energetico ed energie rinnovabili: le opportunità di sviluppo dell’entroterra” che si svolgerà nel corso della XVIII Expo Valle Stura a Rossiglione Sabato 1 Ottobre 2011 alle ore 15.00.
Nel convegno verranno affrontate, da diversi esperti, le tematiche relative all’energia sostenibile e alle potenzialità di crescita offerte da questa importante risorsa. Sempre in tema di risparmio energetico, nel corso della giornata per tutti i bambini laboratorio di educazione ambientale “20 20 20″ a cura del Parco del Beigua: 20 minuti per scoprire 20 modi per produrre energie rinnovabili e 20 modi per utilizzare al meglio l’energia tutti i giorni.
24 set 2011
Libri in Biblioteca
Ricordi di qualche anno fa
di Pier Vincenzo De Marzo
Masone. Sabato 24 settembre, presso la Biblioteca Civica, è stato presentato il libro dal titolo “Quando c’erano le mezze stagioni”, sottotitolo “Ricordi di qualche anno fa…” di Pier Vincenzo De Marzo, De Ferrari Editore.
E’ stato il sindaco di Masone a proporre una chiave di lettura, gene razionalmente condivisibile, delle belle pagine dedicate appunto ad eventi, situazioni, stili di vita, che hanno caratterizzato l’infanzia dei nati a Genova nel secondo dopo guerra. De Marzo, che “da grande” ha fatto l’ingegnere navale, giunto attivamente alla pensione ha creduto bene di mettere ordine nella vasta messe di memorie che coprono l’arco di vita dall’infanzia, sino al termine del ciclo scolastico oggi obbligatorio. Dalla nascita fortuita a Gattorna nel 1943, dove la famiglia ligure pugliese era sfollata, alle scuole medie all’Istituto Arecco, percorriamo con lui un piacevole itinerario di rimembranze che intercettano anche i mezzi di trasporto in uso, ultimi animali da tiro compresi, sino ai mitici tram ed alle altrettanto famose corriere per le gite fuori porta. Il protagonista vive nella zona tra quartieri di San Martino e San Fruttuoso, nella Genova oltre torrente Bisagno disegnata dal Barone Andrea Podestà, si muove tra i “giardinetti” e la Foce e “va in campagna” a Mattina d’Orba. Il padre naviga, la mamma è maestra e lui ha la passione della lettura, elementi questi che hanno certo contribuito a formare uno stile di scrittura nitido, umoristico e saggio. In questo “Amarcord alla genovese” incontriamo odori e sapori antichi, come in cucina la domenica; giochi casalinghi e da esterno; ghiacciaia estiva e Presepe natalizio, con tanto di poesia obbligatoria; i pennini e l’inchiostro a scuola e, una volta raggiunta la sede agreste, la “banda” dei villeggianti opposta a quella degli indigeni e poi le “figurine” dei calciatori, il “Meccano”, i giochi di carte, i compiti delle vacanze e l’inesorabile pisolino pomeridiano.
L’ambientazione ideale per presentare “Quando c’erano le mezze stagioni” è il Museo Passatempo di Rossiglione, dove si possono vedere e toccare gli arredi del “bottegone” di una volta, anticipatore rustico del supermercato odierno, le biciclette e le moto anni ’50 e tanti altri reperti del mondo prima del Moplen e della televisione.
24 set 2011
Video della mostra fotografica a Campo Ligure “Filo d’argento 2011” girato sabato 24 settembre 2011:
12 set 2011
| 16 settembre 2011 | a | 18 settembre 2011 |
| 24 settembre 2011 | a | 25 settembre 2011 |
Segnaliamo alcune iniziative che riguardano il “Museo della Filigrana Pietro Carlo Bosio” di Campo Ligure, realizzate all’interno del Ciclo “Fili d’autunno”.
Venerdì 16 settembre avrà inizio alle ore 21:00, con una presentazione ad ingresso libero, l’evento “I FILI DELLA STORIA – L’arte dell’ultimo dei Mille: esposizione di oggetti di Egisto Sivelli”.
Nelle giornate di Sabato 17, Domenica 18, Sabato 24 e Domenica 25 una sala del museo sarà dedicata all’esposizione degli oggetti di Sivelli e di alcuni documenti d’epoca ed al tempo stesso saranno proiettati spezzoni di film sul Risorgimento.
In tali giornate è previsto un biglietto ridotto a soli 2,00 €
Nei prossimi mesi sono in programma ulteriori iniziative promozionali del Museo a cominciare dall’istituzione di nuovi biglietti ridotti per comitive, scuole, associazioni e gruppi turistici.
Seguirà a Dicembre una nuova manifestazione dedicata a tutti i piccoli musei con particolare attenzione a quelli che si occupano di artigianato tradizionale.
4 set 2011
| 24 settembre 2011 |
Su segnala che sabato 24 settembre 2011 si terrà a Campo Ligure la mostra-concorso fotografico “Filo d’Argento”, il cui bando può essere scaricato cliccando sull’immagine a lato.
La manifestazione fa parte delle numerose iniziative dell’Estate 2011 di Campo Ligure.
Per maggiori informazioni si può scrivere all’indirizzo e-mail filodargento@studioistanti.it
oppure contattare i numeri di telefono segnalati sul volantino.
11 ago 2011
| 13 agosto 2011 | a | 19 agosto 2011 |
Vi segnaliamo una mostra organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Masone, dedicata a Ermanno Luzzani “Ermanno Luzzani. Acquerelli”
La mostra sarà visitabile fino al 19 agosto, con i seguenti orari:
- dal 13 agosto al 16 agosto dalle ore 15.30-18.00 e 20.00-23.00
- dal 17 agosto al 19 agosto dalle ore 9.30-12.30 e 15.30-18.00
A lato trovate la locandina della Mostra.
20 lug 2011
| 22 luglio 2011 |
Masone. “Un’atra Zenoa ghe fan, la presenza linguistica ligure nel Mediterraneo”, questo il titolo della bella mostra che è stata inaugurata, venerdì 22 luglio, presso il Museo Civico “Andrea Tubino”.
Gianni Ottonello, presidente e promotore dell’Associazione Amici del Museo di Masone, ha spostato il classico appuntamento con la fotografia internazionale al prossimo autunno, per accogliere nel migliore dei modi la donazione da parte di SELEX-Elsag, perché di questo si tratta, dei pannelli fotografici presentati a Genova, Capitale Europea della Cultura, nel 2004.
Il sindaco ha salutato i numerosi presenti e l’assessore alla Cultura, Luisa Giacobbe, ha presentato i contenuti della mostra, il suo valore assoluto e specifico, il pregio didattico verso i giovani che, alla ripresa dell’anno scolastico, potranno visitarla grazie al previsto prolungamento dell’esposizione. Il dottor Pasquarelli di SELEX-Elsag ha quindi tratteggiato la genesi e lo sviluppo dell’iniziativa, esportata in ognuno dei luoghi descritti ed accolta con commossa partecipazione dai “liguri nel mondo”.
I testi sono stati curati dal professor Fiorenzo Toso, che prossimamente
terrà apposita conferenza al Museo, mentre le fotografie di Antonio Torchia sono inserite nel progetto grafico di Piero Parodi con la stampa digitale di Publifoto Genova.
Orari visita: luglio, agosto e settembre, sabato e domenica dalle 15,30 alle 18,30.
Settimana di Ferragosto: tutti i giorni dalle 15,30 alle 18,30 con apertura serale dalle 20,30 alle 23.
museomasone@gmail.com
24 mag 2011
Si è svolta martedì 24 maggio presso la Sala Consigliare del Comune di Rossiglione, una importante riunione convocata dall’ Assessore Regionale ligure ai Trasporti Giovanni Vesco.
Presenti alla riunione i rappresentanti della neonata Unione dei Comuni Valli Stura, Orba e Leira (Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Tiglieto e Mele) il Comune di Acqui e l’Associazione dei pendolari dell’Acquese con il presidente Alfio Zorzi.
L’ingegner Divenuta, direttore del compartimento di Genova delle ferrovie dello stato, e l’ingegner Bellomi, responsabile regionale di Trenitalia, hanno illustrato i lavori che saranno svolti sulla linea Ovada-Acqui che comporteranno la chiusura della ferrovia dal primo al ventotto agosto, per il tratto da Ovada a Genova – Borzoli e dall’undici al ventotto agosto della tratta Acqui – Ovada.
I lavori interesseranno la impermealizzazione di un viadotto, la messa in sicurezza dei versanti franati durante il periodo invernale, manutenzioni varie, la finitura del ponte di ferro sullo Stura e lo spostamento delle apparecchiature del sistema di comando e controllo centralizzato da Ovada a Teglia, che migliorerà sensibilmente la circolazione futura dei treni e agevolerà la posa di fibre ottiche per installare anche nelle stazioni minori pannelli variabili per gli avvisi ai viaggiatori.
Durante il periodo di fermata dei treni sarà attivato il trasporto sostitutivo con pulmann. Dal prossimo mese volantini e comunicati nelle stazioni ferroviarie pubblicizzeranno gli orari dei bus. Sarà attivato anche un numero verde a cui si potrà accedere per segnalare eventuali disservizi.
Le ferrovie hanno evidenziato la pulizia delle carrozze, e la puntualità dei treni, migliorata di molto negli ultimi tempi, mentre il rappresentante dei pendolari Alfio Zorzi ha lamentato la poca manutenzione dei condizionatori, in alcuni convogli, che costringono i pendolari a viaggiare con temperature tropicali.
Al termine i rappresentanti delle ferrovie hanno confermato la chiusura del tratto Borzoli – Sampierdarena, a partire da fine 2012 per 16 mesi, per rifare la linea nel famoso quadrivio Torbella, lavoro che permetterà, in futuro,la velocizzazione dei treni sulla nostra linea.
Entro fine anno, anche mediante un questionario che sarà compilato dai pendolari, la regione e le ferrovie saranno in grado di presentare una ipotesi di come organizzare il trasporto alternativo durante il lungo periodo di chiusura del tratto.
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