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Consegna medaglia “Giusto fra le Nazioni”

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Consegna premio Giusto tra le Nazioni

Lunedì 16 novembre, alle ore 10.45, nell’Opera Mons. Macciò si è tenuta la cerimonia per la consegna della medaglia di Giusto fra le Nazioni alla memoria di Giacomo e Rosetta Ottonello.

Erano presenti il sindaco di Masone, Piccardo Enrico, l’Assessore Regionale all’Agricoltura, allo sviluppo dell’entroterra e delle zone rurali, Stefano Mai, il Portavoce dell’Ambasciata di Istraele in Italia, dott. Amit Zarouk.

In sala erano presenti: il dott. Maurizio Ortona, che al momento dei fatti era un bambino molto piccolo (pochi mesi) in rappresentanza della famiglia di ebrei che è stata messa in salvo e le signore Ottonello Chiara e Ottonello Maria Rosa, nipoti di Giacomo e Rosetta, che hanno ospitato e nascosto la famiglia Ortona. La famiglia di Giacomo e Rosetta era rappresentata anche da Bruzzone Marcella, conosciuta da tutti noi come Celina

La cerimonia è iniziata con i saluti del sindaco di Masone e dell’Assessore Regionale

Ha poi preso la parola il Portavoce dell’Ambasciata di Israele, che ha illustrato l’importanza del riconoscimento, assegnato ai non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare la vita anche di un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah. È una onorificenza conferita dal Memoriale ufficiale di Israele, Yad Vashem fin dal 1962, a tutti i non ebrei riconosciuti come “Giusti”.

Il dott. Maurizio Ortona ha poi narrato non tanto i suoi ricordi diretti, in quanto era molto piccolo, ma ciò che si è raccontato a lungo nella sua famiglia a proposito della protezione ricevuta a Masone, che ha consentito a loro tutti di sopravvivere.

In rappresentanza dei discendenti di Giacomo e Rosetta Ottonello ha parlato Bruzzone Marcella, Celina, che ha ricordato i bambini Ortona e un particolare di un cappottino azzurro con il colletto di velluto sul quale erano state applicate delle toppe posticce per nascondere l’agiatezza e passare inosservato.

Da parte dei protagonisti della vicenda è arrivato l’invito a non dimenticare quel periodo buio che va ricordato e raccontato, affinchè non si ripetano errori così grandi, anche se i tempi odierni sembrano invasi da una nuova ondata di razzismo e intolleranza.

Il Portavoce dell’Ambasciata di Israele è poi sceso in platea a consegnare la Medaglia di Giusto fra le Nazioni a Chiara Ottonello.

La cerimonia si è conclusa con l’ascolto degli inni israeliano e italiano.

E’ seguito un piccolo brindisi di saluto nel Salone del Consiglio Comunale

La storia della famiglia Ortona, ricostruita da Paolo Ottonello , è quella che qui di seguito vi raccontiamo:

Nel dicembre del 1943 il signor Umberto Ortona con la moglie Adriana Foà ed i figli, Bruno di tre anni e Maurizio di circa due mesi, giungono a Masone dove Suor Genesia Ottonello, responsabile a Genova delle Suore della Misericordia, li ha indirizzati presso la famiglia del fratelli Rosetta e Giacomino, abitanti alla cascina Presa Inferiore.
Gli Ortona non sono i soli ebrei nascosti in quel triste periodo a Masone, infatti in località Bertè si trovano pure i genitori della signora Foà (?) e alla Presa Superiore i vecchi Ortona (?).
Durante i fatti di sangue della primavera 1944, culminati con l’eccidio della Benedicta, per sottrarli ai rastrellamenti in atto, Adriana ed Umberto Ortona vengono ospitati dal Parroco Don Franco Buffa nel campanile della parrocchiale. I bambini Ortona vengono divisi: Bruno inviato dai nonni in località Bertè, mentre Maurizio rimane alla Presa.
Durante la permanenza nel campanile, Don Buffa fa uscire la sera i coniugi Ortona, accompagnandoli in canonica dove offre loro da mangiare. Insieme inoltre ascoltano le trasmissioni, vietate, di “Radio Londra”.
Quando dopo il 25 aprile Don Buffa riceverà lettere minatorie con minacce di morte, che egli attribuisce ai partigiani, Chiara intercede presso Ortona affinché assuma informazioni in merito presso il CLN di Ovada. Umberto Ortona ottiene rassicurazioni che i partigiani non minacciano il Parroco; Chiara lo raggiunge e informa di ciò mentre si avvia, a cavallo, guidando il pellegrinaggio diretto verso il Santuario della Madonna della Guardia. Ciò nonostante, Don Franco Buffa il giorno dopo all’alba lascerà Masone senza farvi più ritorno.

Nella foto ( di Gianni Ottonello), il sindaco di Masone, Enrico Piccardo, consegna al rappresentante del governo di Israele la Masonina!

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