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I cittadini liguri influenzano la qualità delle cure negli ospedali

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ASL 3

COMUNICATO STAMPA
della GENOVESE

“La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero” fa parte di un filone di ricerca, avviato da Agenas con la collaborazione dell’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva e delle Regioni, finalizzato alla sperimentazione di modelli di empowerment organizzativo per la valutazione ed il miglioramento della qualità dei servizi sanitari.
Il progetto, già implementato in diverse regioni, ha visto ASL3 “Genovese” capofila per il coordinamento a livello regionale.
E’ per questo che, nei mesi scorsi, 11 ospedali liguri hanno affrontato il tema dell’umanizzazione delle cure: in ciascun stabilimento la checklist dei requisiti è stata compilata da un’equipe locale appositamente costituita da referenti aziendali e da referenti civici, in proporzione 50/50.
L’elemento nuovo e qualificante, rispetto ad analoghe iniziative, è la partecipazione attiva ed il coinvolgimento “obbligatorio” dei cittadini nel processo.
Secondo la ricerca l’umanizzazione si può definire la “capacità di rendere i luoghi ed i programmi di assistenza orientati quanto più possibile alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica” e si articola in quattro fattori:

  1. processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona;
  2. accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura;
  3. accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza;
  4. cura della relazione con il paziente e con il cittadino.

Questi punti, attraverso un set di indicatori, sono stati indagati dalle equipe locali attraverso l’analisi dei documenti aziendali o tramite la ricerca di evidenze oggettive, ovvero per osservazione diretta. Ad esempio sono stati consultate le procedure relative agli orari di visita, alla programmazione dei pasti o all’orario di apertura dell’URP, mentre è stata verificata con sopralluogo la presenza di adeguata cartellonistica, l’adeguatezza strutturale delle camere di degenza e delle sale d’attesa o la presenza di parcheggi.
L’esperienza ha valorizzato una nuova modalità di ascoltare il cittadino, che portando la sua competenza di utente/paziente/parente/contribuente/persona aggiunge eterogeneità e fa emergere aspetti a volte già noti alle aziende, ma spesso inaspettati e, per questo, fonti di riflessione, in alcuni casi di cambiamenti immediati ed in altri di cambiamenti programmati.
Altro elemento da rilevare è il notevole interesse che l’iniziativa ha suscitato e che ha visto la partecipazione di una trentina di persone, tra operatori sanitari e cittadini, alla giornata di presentazione e formazione. Importante rilevare che la partecipazione era altrettanto alta nella giornata conclusiva, dove è apparso chiaro che rendere il processo più trasparente e condiviso, favorisce il confronto e la collaborazione e accresce il livello di empowerment dei cittadini, proporzionalmente al livello di conoscenza dei singoli problemi ed al relativo potere di influenzare i cambiamenti.
Durante la giornata conclusiva, che si è svolta il 27 maggio nella sede della Direzione Generale di ASL3, sono stati presentati e discussi i risultati raggiunti, che mediamente appaiono buoni, pur evidenziando alcune criticità. Di seguito le più ricorrenti:

  • Necessità di implementare la documentazione informativa multilingue (es. dei consensi informati, brochure o informazioni di vario genere);
  • Facilitare l’accesso a tutti i culti religiosi – es. luogo del silenzio;
  • Migliorare l’accessibilità alle strutture lavorando sull’eliminazione delle barriere architettoniche, sull’implementazione per percorsi per i non vedenti;
  • Curare la pulizia delle strutture;
  • Migliorare i servizi resi on-line (pagamento ticket, cartella clinica, ecc.).

Nel corso della giornata è emersa una proposta di rilievo: la volontà di trasformare il gruppo dei partecipanti in un tavolo permanente al fine di monitorare i progressi delle aziende ed estendere, laddove previsto, la valutazione alle attività territoriali.

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