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Considerazioni sulla Fusione dei Comuni

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comune di masone

Riceviamo e pubblichiamo
La sperata fusione Comuni
può attendere e tantissimo

Masone. Pubblichiamo le considerazione del sindaco di Masone Paolo Ottonello, nel dibatto in corso circa la “fusione” dei Comuni.

“Quale ultimo presidente della Comunità Montana Valli Stura, Orba e Leira, sebbene in carica per meno di mezzo mandato, ho potuto esaminare con largo anticipo e cognizione di causa, quello che presumevo potesse essere il quadro che si sarebbe delineato dopo l’avvenuta soppressione dell’ente montano e, dal primo maggio 2011, con la nascita dell’Unione Comuni Valli Stura, Orba e Leira.
Mai supposizioni furono più errate!
Al netto di disagi accessori quali il “congelamento” commissariale della Provincia di Genova, fumosi provvedimenti statali in materia del governi Monti e precedenti, delle normative regionali che vi si sovrappongono e molto altro, altrettanto poco incentivante e meno che mai chiarificatore del ruolo giocato dai sindaci di Comuni obbligati all’Unione o, in temporaneo subordine, alle convenzioni tra enti limitrofi, il tutto per risparmiare non è gratuito sarcasmo, siamo riusciti ad avviare un meccanismo di acrobatica complessità, lungo un percorso irto di difficoltà oggettive solo alcune preventivate, quali ad esempio la reazione neutra se non negativa dei dipendenti comunali, chiamati a “fare di più e meglio di prima, in maniera anche intercomunale, col salario bloccato e incentivi azzerati”.
Come spesso accade però sono state invece le difficoltà non previste quelle che più hanno fiaccato il nostro morale prima, anche il fisico poi. Alcuni esempi.
Riunioni moltiplicate: a quelle comunali consuete si sono aggiunte quelle relative all’Unione. Dinamiche sovracomunali da riallineare, vedi Polizia Locale, condivisione dei servizi di grande impatto, raccolta rifiuti e differenziata, affidata con gara ad unico gestore, infine, messa a fattore comune di tutti gli altri servizi, meno Anagrafe e Stato Civile, entro il corrente anno! Mancava solo la richiesta di salto nel cerchio infuocato ed i sindaci dei Comuni sotto i cinquemila abitanti potevano chiedere asilo politico presso qualunque circo, equestre o meno.
Da qualche mese però circola, con una certa insistenza, l’ipotesi della “fusione dei Comuni”, non solo quelli sotto la soglia suddetta.
Sono totalmente favorevole a che ciò accada e nel più breve tempo possibile!
Nel nuovo assetto amministrativo, magari sbaglio, forse sarebbe meglio affrontabile il dibattito coi dipendenti dei diversi Comuni “fusi” e,  solo così, credo fermamente si potrebbe pensare di spendere meno e gestire meglio le scarse risorse economiche, per altro assegnate e destinate con i provvedimenti imposti dai governi centrale e regionale.
Poi mi sveglio dal bel sogno e mi accorgo che oggi abbiamo un Governo di eufemistica “coalizione”, a termine, forse balneare come si diceva una volta; il Presidente Napolitano che ha l’età di mia madre e, ancora grazie che ci sia, non è riuscito neppure minacciando i parlamentari a far modificare la legge elettorale, che tutti a parole dicono fa schifo e deve essere cambiata, che siamo nel bel mezzo di una crisi economica senza fine, col lavoro che sparisce per gli adulti e con esso tante altre certezze che ci parevano acquisite per sempre, per noi ed i nostri figli e nipoti. Allora mi convinco che la fusione dei Comuni non avverrà mai in questa Italia, ma neanche nella prossima! Tranquilli.”

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