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Incontro a Canelli del Vescovo con i giornalisti diocesani

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Mons. Micchiardi

Masone. Come avviene da qualche anno si è svolto a , giovedì 20 marzo, l’annuale incontro di Monsignor Piergiorgio Micchiardi con i giornalisti e pubblicisti diocesani, riuniti nell’anniversario del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, che cade il 24 gennaio.

Di ritorno da Roma, Monsignor ha ricordato il recente incontro con Papa Francesco, la cui famiglia è originaria dell’astigiano, ringraziando l’organizzatore Don Brunetto, i giornalisti e Casa Bosca. All’incontro ha preso parte Paolo Ottonello, sindaco di Masone, da anni collaboratore de L’Ancora e Giuse Macciò, anch’egli corrispondente da Masone del nostro settimanale, factotum di Telemasone-Rete Valle Stura, per cui ha ripreso l’evento.

La splendida ospitalità di Pia Bosca, responsabile della famosa cantina fondata nel 1831, ha permesso agli ospiti di apprezzare la “cattedrale di Casa Bosca”, i grandi ambienti sotterranei dove avviene la lavorazione della specialità della casa: lo spumante “Riserva del Nonno”, un metodo classico, o méthode champenoise, che prende nome dalla regione francese dello Champagne. Sapientemente guidati dalla padrona di casa, si sono potute apprezzare tutte le fasi del processo di produzione di vino spumante che consiste nell’indurre la rifermentazione in bottiglia dei vini attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati il liqueur de tirage. In questo modo il vino acquisisce la tradizionale pressione, sotto forma di bollicine, garantita dall’anidride carbonica prodotta dalla seconda fermentazione la presa di spuma avvenuta in bottiglia. Dopo un periodo di riposo avviene la fase del remuage: le bottiglie sono disposte su appositi cavalletti i pupitre che tengono il collo più in basso rispetto al fondo della bottiglia; la continua rotazione della stessa fa depositare le fecce dei lieviti esausti, che sono stati prodotti dalla fermentazione in bottiglia, sul tappo. L’ultima fase della lavorazione, il degorgement, consiste nel gelare il vino contenuto nel collo della bottiglia e nel togliere il tappo in modo che il deposito fuoriesca spinto dalla pressione. A questo punto il vino è rabboccato con uno sciroppo di vino (a volte invecchiato) e zucchero il liqueur d’expedition. La quantità di zucchero del composto determina le caratteristiche dello spumante, da demi-sec a extra-brut. Qualora la liqueur d’expedition sia senza zucchero si ha uno spumante pas dosé, molto secco. Da notare che nella liquer alcuni aggiungono del distillato per caratterizzare alcuni prodotti importanti, spesso riserve: in questi casi la nota è molto riconoscibile, quasi “ossidativa”. Lo spumante è chiuso con il tradizionale tappo a fungo e con una gabbietta metallica che evita che il tappo fuoriesca. Lo sviluppo di anidride carbonica, dovuto alla fermentazione, produce una pressione interna alla bottiglia che può variare da un minimo di 3 fino a un massimo di 6,5 bar. Le interessanti sorprese sono continuate grazie alle opere dello scultore Paolo Spinoglio, i cui bianchissi marmi, interrompono in armonia i lunghi cortei di bottiglie. Per ricordare e celebrare l’aiuto ricevuto dalla popolazione di Canelli in seguito della disastrosa alluvione del 1994, i Bosca hanno allestito un artistico memento fatto di bottiglie infangate, mentre all’ingresso i visitatori sono accolti da ben 1831 bottiglie verdi, che ricordano l’anno di fondazione. “La piramide dei sogni” di Emilio Guglielminetti riassume artisticamente la noblesse di famiglia Bosca: una lunga storia di successi internazionali, molto italiana!
Nell’incantevole “Foresteria Bosca”, ultimo passaggio di una serata memorabile con la cena come tutta la vista “regale”.

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