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Non c’è pace per Imu su terreni agricoli montani

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Non c’è pace per l’ sui terreni agricoli cosidetti ex montani, cioè esonerati dall’imposizione fino all’anno scorso.
La scadenza del versamento dell’IMU dei terreni montani non più esenti, fissata dalla legge di Stabilità per il 2015 al 26 gennaio dopo la proroga avvenuta a metà dicembre 2014, appare troppo a ridosso della data fissata per l’udienza collegiale del 21 gennaio del TAR Lazio, che dovrà decidere l’annullamento o meno del decreto 28 novembre 2014, con il quale sono stati individuati i nuovi criteri per accedere all’esenzione dall’IMU per i terreni agricoli montani. Per l’IFEL, Istituto per la Finanza ed Economia Locale, serve un’ulteriore proroga del termine per il pagamento.

Ricordiamo che  TAR Lazio ha disposto la sospensione del decreto interministeriale del 28 novembre 2014 per i seguenti motivi:

  • l’incongruità del criterio dell’altitudine “del centro”, ovvero riferita alla sede del Municipio.
    Il TAR evidenzia come ben potrebbe verificarsi il caso di un terreno posto ad un’altitudine superiore a 600 metri che insiste però su un territorio comunale nel quale la sede municipale è posta al di sotto di tale altezza. In tale evenienza si concretizzerebbe un’irragionevole imposizione del bene, non legata alla sua effettiva posizione, oltre che una palese disparità di trattamento dei terreni posti ad una medesima altitudine ma ricadenti in Comuni con sedi municipali poste ad altitudini diverse e ricadenti in diversi regimi fiscali.
  • La tardività del decreto interministeriale, che avrebbe dovuto essere emanato entro il 22 settembre, ma è stato firmato il 28 novembre e pubblicato nella G.U. del 6 dicembre 2014.
  • La decurtazione del Fondo di solidarietà comunale 2014, disposta dal decreto in misura pari al gettito stimato dal MEF (350 milioni di euro complessivi), suddiviso tra i Comuni coinvolti dalla revisione sulla base di una metodologia ad oggi ancora non resa nota, né in alcun modo condivisa.
    In tal modo, i Comuni hanno subito dei tagli certi a fronte di entrate da gettito IMU del tutto incerte. Tagli – evidenzia il TAR Lazio – effettuati successivamente alla data della delibera di assestamento del bilancio (30 novembre 2014), “quando ormai gli impegni finanziari da parte dei comuni sono stati assunti con effetti gravi sul pareggio di bilancio tali da ingenerare, in alcuni casi, una procedura finalizzata alla declaratoria di dissesto”.
  • La violazione delle norme poste a tutela del contribuente in materia di irretroattività e di intervallo temporale minimo per l’attivazione di adempimenti relativi a provvedimenti impositivi.
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