Domenica 6 luglio 2014 si è svolto il tradizionale Pellegrinaggio dell’Arciconfraternita Natività di Maria SS. e San Carlo al Santuario di N.S. della – voto del colera 1854.

Ore 8,00 Partenza del Pellegrinaggio dall’Oratorio al Santuario della Cappelletta con gli Artistici Crocefissi e la Cassa di Maria Bambina, Titolare dell’Arciconfraternita.
Ore 9.30 S. Messa al Santuario della Cappelletta Indulgenza plenaria a chi, alle solite condizioni, visiterà il Santuario nel giorno della festa e nella settimana precedente

Vi proponiamo alcune immagini tratte dalla pagina facebook di Gianni Ottonello:

FESTA DI SANTA ELISABETTA

Nel 1657, una epidemia di peste bubbonica colpì la città di Genova e il territorio della Repubblica decimando la popolazione della città e della costa.
A Masone, molte furono le precauzioni adottate per evitare il contagio, sui luoghi di confine, lungo le vie di comunicazione, vennero innalzate le “Rebe”, palizzate in legno per ridurre al minimo il contatto umano e fornite di tramogge per il passaggio della merce, mentre i pochi che si spostavano, dovevano possedere un “Certificato di Sanità”.
Si narra che una donna di Voltri, affetta dalla peste, per sfuggire dai luoghi del contagio si fosse diretta verso Masone portando con sé del pane, metà del quale, per tradizione, si dice fosse infetto. Maria Santissima apparve alla donna pronunciando le parole “Fermati o donna più non andare, il popolo di Masone lo voglio salvare”. La donna tornò sui suoi passi e poco oltre morì.

Nei pressi del valico della strada della Cannellona, esisteva un pilone votivo eretto da un tale Macciò in onore di Maria Santissima per essere sfuggito ad un agguato dei briganti; la popolazione e la Confraternita di Masone che già solevano raggiungerlo in preghiera, scelsero allora di recarsi in tale luogo ogni anno il 2 di luglio, festa della Visitazione di Maria SS.ma a S.Elisabetta, ringraziando la Madonna per averlo preservato dal morbo letale.

Da allora, viene sciolto il Voto recandosi in processione alla Cappelletta, alla presenza del Parroco di Masone e del Priore dell’Oratorio, in rappresentanza del clero e del popolo.
Iniziò quindi la costruzione di una prima “cappelletta”, ampliata nei secoli grazie ai lasciti che vennero elargiti all’Arciconfraternita, la quale mantenne la proprietà del Santuario fino a quando nel 1811 le leggi napoleoniche la sottrassero al sodalizio.
Una nuova malattia si diffuse nel genovesato nel 1854, ed anche Masone fu colpito dal colera. Terminata l’epidemia, quale ringraziamento, venne stabilito di recarsi in pellegrinaggio al Santuario nella domenica seguente il voto della Visitazione e fu istituita la Festa di Santa Elisabetta.
Fino al sec. XIX, ogni sette anni veniva richiesto alla Santa sede il rinnovo dell’Indulgenza Plenaria per i pellegrini che avessero visitato il Santuario in questa occasione. Il 24 giugno 1915, Papa Benedetto XV, nativo di Pegli, che nel 1880 da giovane sacerdote celebrò alla Cappelletta, concesse l’Indulgenza non più settennale ma perpetua.

Pellegrinaggio alla Cappelletta dell’Arciconfraternita
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