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Poteva andare molto peggio…

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crollo balcone a Masone

Poteva andare molto peggio
Donna dal terzo al secondo piano
per il crollo del terrazzo di casa

Masone. Clamoroso episodio di cronaca, martedì 17 luglio, che si è concluso per fortuna in modo meno drammatico di quanto si riteneva subito dopo l’accaduto.
Sono circa le 20,30 di un tranquillo e tiepido giorno estivo, una signora trentenne è forse in cerca di un po’ di fresco sul poggioletto del suo appartamento, in Via Cantore al terzo piano di un edificio degli anni venti. Nulla fa presagire il distacco quasi completo del terrazzino che invece lascia la ringhiera per tre dei quattro lati. La malcapitata precipita sul sottostante, simmetrico balcone del secondo piano, mentre con un forte colpo il suo si abbatte sulla facciata, chiudendo così la porta finestra da cui si sarebbe potuto portare soccorso, trattenuto solo dall’armatura di ferro e perciò pericolosamente incombente sugli altri manufatti, oltre che sulla vittima dell’imprevedibile incidente.
Il vice sindaco Pietro Ottonello vede da casa l’accaduto avvisa, come molti altri cittadini, i Vigili del Fuoco di Genova, attiva i primi interventi con la Croce Rossa locale ed il sindaco, con i vicini di casa che, dalle finestre, rincuorano la donna che appare infortunata alla gamba destra, presumibilmente colpita dalla lastra di marmo perimetrale staccatasi nel crollo. Bisogna porre l’accento subito su quest’ulteriore “miracolo”, infatti, se si fossero staccati tutti i marmi perimetrali il danno fisico poteva risultare drammaticamente peggiore.
Senza attendere i soccorsi genovesi, interviene prontamente l’addetto comunale Giovanni Pastorino col mezzo dotato di cestello porta persone, utilizzato per la manutenzione dell’impianto elettrico pubblico, sul quale sale un altrettanto coraggioso milite della CRI. Insieme entrano nel terrazzino, sotto la minaccia descritta, e riescono con qualche giustificata difficoltà a sollevare di peso e far passare sopra la ringhiera la donna collaborante, non avendo mai perso i sensi. Nel frattempo è giunta la vettura del 118 mentre l’infortunata, che addirittura cerca di reggersi in piedi, chiede di poter evitare il ricovero. Purtroppo invece, giunta al Pronto Soccorso del San Martino di Genova, le riscontrano fratture alla gamba destra e seria contusione vertebrale.
Rimane ora il non facile intervento sul manufatto pericolante, cui si applicano i Vigili del Fuoco intervenuti in forze con due squadre ed il Comandante. Posizionata l’autoscala, con tutta la cautela del caso, inizia la demolizione meccanica con un martello pneumatico comunale, che porta alla luce la leggera tramatura di ferri, solo arricciati all’estremità, unico elemento di garanzia statica. La ringhiera rimane appesa nel vuoto a testimoniare lo scampato pericolo. L’indomani il sindaco emana l’ordinanza di demolizione anche degli altri due poggioli. Rimane la preoccupazione, fatta emergere dal fatto, di quante situazioni analoghe permangano oggi nei nostri centri abitati, un problema scottante di cui dovrebbero occuparsi gli Enti superiori con provvedimenti adeguati e magari, una volta tanto, preventivi.

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