Home Eventi Cerimonia commemorativa degli Alpini a Masone

Cerimonia commemorativa degli Alpini a Masone

6 min lettura
0
0
545
Giovanni Pastorino

Gruppo di Masone
Terra del Don: dispersi in Russia
nella poesia di Giovanni dell’Orto

Masone. La tradizionale giornata commemorativa che il Gruppo Alpini dedica al ricordo delle Penne Nere non perite nella sciagurata campagna di Russia, si è svolta domenica 30 marzo. Il raduno dei partecipanti, con i rappresentanti di altri Gruppi, il sindaco Paolo Ottonello, l’assessore Luisa Giacobbe, simpatizzanti e amici, è stato al Santuario della Cappelletta, dove Padre Lucio Abrami ha celebrato la S. Messa, al termine della quale ha benedetto l’urna contenente la “terra del Don” e la lapide che ricorda i nostri caduti in Russia.
La cerimonia è proseguita nei pressi del cimitero di Masone, con la scopertura della lapide della poesia commemorativa di , che il Gruppo Alpini ha fatto trascrivere sul marmo, fissata su pietra locale, rendendola così ben visibile, sottratta ai rovi che l’avevano oscurata.

Ai dispersi in Russia
Lenti partiste per la steppa ignota
A stento canticchiando un mesto canto
Vinti foste dal gelo e dalla mota
Soli foste nel duol soli nel pianto
Dio solo sa qual fu la vostra sorte
Nessuno saprà mai la vostra storia
Nessuno vide voi tranne la morte
Che un sasso almen, voi serbi memoria

E’ stata l’occasione da parte del sindaco per ricordare la figura di “Giovannino dell’Orto o della Casa del Vento”, filantropo masonese, ideatore della rivista “Il Seme”, di cui forniamo alcune note biografiche tratte dal sito internet “Le lampade di Dio: Giovanni Pastorino”.

Il bene non fa rumore: si potrebbe sintetizzare così la filosofia che sta alla base della nascita di un periodico indipendente, senza , d’ispirazione Cristiana, come “Il Seme”, raccolta di brani e notizie che fanno bene al cuore, normalmente non riportati dalle cronache giornalistiche e televisive, perché non fanno notizia. Periodico nato da un’ispirata intuizione di Giovanni Pastorino. Nacque nel 1922 a Masone, nell’entroterra ligure, da una famiglia di contadini, primo di otto figli, e dovette aiutare i genitori a tirare su quelli che nacquero dopo di lui. Fece i mestieri più diversi: pastore, contadino, boscaiolo, carbonaio, e altri. Non gli fu possibile svolgere completamente gli studi e, come diceva lui stesso, era un autodidatta, o meglio, un alunno di tre Maestri impareggiabili: Dio, la Natura, la Necessità. Riusciva a stare, per giorni e giorni, rinchiuso nel suo studio a leggere, scrivere, riflettere, senza il minimo sforzo, anche negli ultimi anni della sua vita. E’ così che nacque Il Seme. Il primo numero fu stampato in ciclostile nel 1957 in 280 copie. Poi 600, 2.000 fino ad arrivare alle 143.000 copie del 1991. Ancora una volta, Giovanni Pastorino precisava: “C’è in chi redige questo fascicolo il desiderio e la speranza che ognuno vi possa trovare almeno un pensiero che gli sia di aiuto per la sua vita d’ogni giorno e per quella eterna, verso la quale, lo si voglia o no, siamo tutti in viaggio. Al di là delle mode teologiche e culturali, affronta i problemi intimi perenni dell’uomo, di ogni tempo e di ogni latitudine: la vita, la morte, il dolore, la felicità, la giustizia il coraggio, l’umiltà, la bellezza, l’altruismo, la speranza…”. Pastorino ci ha lasciato anche delle autentiche “perle”, come l’editoriale “Noi crediamo di credere”, dal quale citiamo testualmente: “Noi crediamo di credere alla bontà di Dio ma, in realtà, crediamo al nostro conto in banca, più che a Dio”. Il 29 febbraio 2000 lasciava questa terra, dove aveva cercato il buono e il bello per condividerlo con i suoi lettori, andando a esplorare il Buono e il Bello, preparato per lui e per tutti, fin dall’inizio dei tempi.

 

Vedi più articoli correlati
Vedi più articoli su Eventi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Masone’s Got Talent XMas Edition al Gaslini di Genova

Giovedì 7 dicembre, presso l’Aula Magna del Padiglione 16 dell’Ospedale Gaslin…