Tredici Martiri di Masone
Commemorato il settantesimo
col partigiano Giovanni Ponta

Masone. La solenne celebrazione dei “Tredici martiri di Masone”, si è svolta come ogni anno il sabato successivo alla della Benedicta, a settanta anni esatti dai tragici eventi descritti dal sindaco nel suo intervento, che ha preceduto quello dell’oratore ufficiale, il capogruppo del Partito Democratico del comune di Genova Simone Farello. Per la Provincia di Genova Michele Scarrone, la Regione era presente col consigliere Antonino Oliveri, numerosi come sempre i rappresentanti delle associazioni, della Guardia Forestale e di Finanza.

La Banda “Amici di Piazza Castello”, come già alla Benedicta, ha accompagnato i momenti principali della commemorazione e la S. Messa, celebrata dal Parroco Don Maurizio Benzi. I ragazzi della terza media, della scuola dedicata a Carlo Pastorino che volle riedificare il Romitorio per farne il sacrario dei “Cinquantanove Martiri del Turchino”, hanno letto i nomi dei tredici fucilati dai fascisti e delle vittime masonesi della deportazione nazista.

Telemasone ha potuto intervistare il partigiano Giovanni Ponta, che rappresentava l’ANPI genovese, testimone oculare del rastrellamento alla Benedicta, amico e compagno in azione del partigiano Valter Fillak e Giacomo Buranello. Nel libro di Franco Gimelli e Roberta Bisio, “Il partigiano Gianni”, grazie alla formidabile memoria, descrive molti fatti e azioni militari ancora oggetto di controverse versioni. Ha volentieri aderito all’invito del sindaco a tornare a Masone, per una più completa versione in studio della sua importante testimonianza.

Nel video, Giovanni Ponta in un’intervista della Provincia di Genova.

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