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I progetti per le Aree interne portatori di sviluppo e crescita

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Castello Bellavista - Foresta Deiva - Sassello

Incontro a Sassello
Fabrizio Barca aree interne
“Beigua-Stura.Orba.Leira”

Valle Stura. Completiamo l’argomento della programmazione 2014-2020 a favore delle zone interne, cui partecipa l’Unione Comuni Valli Stura Orba e Leira (S.O.L.) abbinata attraverso il Parco Beigua ai Comuni di Sassello e Stella. Ricordiamo inoltre che mercoledì 12 febbraio alle ore 15 presso la Casa del Parco “Foresta della Deiva” ingresso Foresta Demaniale regionale Deiva, Sassello (SV), si terrà l’incontro con il DPS e il Prof. Fabrizio Barca, volto al proseguo della concretizzazione della Strategia sulle Aree Interne tramite fondi nazionali, europei e locali.

Una parte rilevante delle aree interne ha subito gradualmente, dal secondo dopoguerra, un processo di marginalizzazione segnato da: calo della popolazione, talora sotto la soglia critica; riduzione dell’occupazione e dell’utilizzo del territorio; offerta locale calante di servizi pubblici e privati; costi sociali, quali il dissesto idro-geologico e il degrado del patrimonio culturale e paesaggistico. Le aree interne sono “questione nazionale” e non solo locale per tre ragioni: andamento demografico e mancato sviluppo dipendono anche dall’insufficiente offerta di servizi/beni di base (scuola, sanità e mobilità); la degenerazione del capitale naturale e culturale, l’alterazione degli equilibri eco-sistemici e l’instabilità dei suoli in queste aree mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini e generano cambiamenti difficilmente reversibili; il capitale territoriale non utilizzato è ingente. Le aree interne sono “una questione nazionale” e non solo locale:
- perché l’andamento demografico e il mancato sviluppo dipendono anche e in modo rilevante dall’insufficiente offerta di servizi/beni di base (scuola, sanità e mobilità), destinata ad aumentare in assenza di interventi appropriati, e perché tale insufficienza dipende largamente da scelte nazionali, passate e recenti, che non hanno considerato la peculiare natura delle aree interne. In una prima fase vengono selezionate le aree-progetto (anche a cavallo di più Province e Regioni) a un tempo più bisognose e più in grado di riuscire. In particolare, nel 2014 la strategia verrà avviata in non più di un area progetto per regione. Un’organizzazione in forma associata (sia questa più o meno formalizzata) e/o consorziale dei Comuni è indispensabile per la qualità dei servizi. La partecipazione dei Comuni alla strategia per le Aree Interne viene allora condizionata alla loro adesione a una gestione associata di alcuni importanti servizi. Questa associazione tra Comuni potrà assumere forme e ampiezza diverse a seconda della natura del servizio preso in considerazione. I singoli Comuni costituiscono l’unità di base della strategia e in forma di aggregazione di comuni contigui – sistemi locali intercomunali – offrono lo spazio istituzionale per la produzione dei servizi e per la realizzazione dei progetti di sviluppo. In tale forma aggregata essi si candidano con le Regioni per la selezione delle aree-progetto. I Comuni che partecipano in forma associata alla strategia operativa devono pertanto provare di essere in grado di guardare oltre i propri confini, attraverso la gestione associata di servizi essenziali di funzionalità per la strategia stessa (ovvero, se lo ritengono, processi di fusione).

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