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Interpellanza Servizi Sociali: tagli e riduzioni per tutti

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Interpellanza servizi sociali
tagli e riduzioni per tutti

Masone. Pubblichiamo la risposta del vicesindaco Pietro Ottonello all’interpellanza della maggioranza, discussa durante il Consiglio Comunale del 29 marzo, circa la situazione determinata dalla riduzione dei trasferimenti statali per il comparto sociale.

“Il drastico ridimensionamento deciso dalla manovra finanziaria per il 2011 dei fondi statali di carattere sociale potrebbe segnare la fine di tutte le politiche socio-assistenziali, come evidenzia la tabella:
FONDI STATALI DI CARATTERE SOCIALE (Bilancio di previsione dello stato in milioni di euro.)

2008 2009 2010 2011 2012 2013
Fondo politiche della famiglia 346,5 186.6 185,3 52,5 52,5 31,4
Fondo pari opportunità 64,4 30,0 3,3 2,2 2,2 2,2
Fondo politiche giovanili 137,4 79,8 94,1 32,9 32,9 26,1
Fondo infanzia e adolescenza 43,9 43,9 40,0 40,0 40,0 40,0
Fondo per le politiche sociali 929,3 583,9 435,3 275,3 70,0 44,6
Fondo non autosufficienza 300,0 400,0 400,0 0,0 0,0 0,0
Fondo affitto 205,6 161,8 143,8 33,5 33,9 14,3
Fondo inclusione immigrati 100,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Fondo servizi infanzia 100,0 100,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Fondo servizio civile 299,6 171,4 170,3 113,0 113,0 113,0
TOTALE 2520,0 1750,6 1472 549,4 344,5 271,6

Come si può notare i fondi di carattere sociale sono stati portati da 2520 a 549,3 milioni di euro dal 2008 al 2011 con un taglio di circa l’80%.

Il fondo per le politiche sociali, quello che in quota parte viene trasferito alle Regione per finanziare gli Ambiti Territoriali Sociali, è stato portato da 929,3 a 275,3 milioni di euro. In ragione di ciò nel 2008 l’Ambito Territoriale Sociale 33, che comprende Masone,Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto, aveva avuto un trasferimento regionale di 276000 € negli anni precedenti erano stabilizzati a 256000 euro. Negli anni 2009 e 2010 la Regione Liguria, nonostante le drastiche diminuzioni, ci ha comunque garantito 214000 euro all’anno.
Nel 2011 la manovra ha ridotto ancora i fondi e ad oggi pare avremo un taglio tra i 50 e 60 mila euro. Ora, dal nostro bilancio non si possono tagliare, per legge, le rette d’istituto per minori,affidati ai servizi dal tribunale e per gli anziani, le rette in istituto e l’assistenza domiciliare. Si possono invece tagliare i contributi alle famiglie in difficoltà, agli anziani soli e ai disabili, i progetti per i centri di aggregazione giovanile ed il trasporto disabili.
Sono sicuramente tagli odiosi perché togliendo 29000 € sui contributi alle famiglie ed ai soggetti deboli si va a colpire situazioni e persone che conosci, a persone cui dovrai dire che non ci sono fondi e l’unico sostentamento lo avranno dal pacco viveri della Caritas o della Croce Rossa Italiana che stiamo attivando. Ulteriore taglio di 13000 € sui centri di aggregazione giovanile ci porterà tra qualche anno ad avere altri minori in difficoltà, perché in questi centri trovavano il modo di integrarsi con bambini più fortunati di loro.
Non ce la siamo sentita invece di togliere risorse dal trasporto disabili verso i Centri di Riabilitazione di Genova. La decisione è stata quella di chiedere un contributo ai quattro comuni di 2 € per abitante per coprire con 20000 € il buco di bilancio, ben sapendo che questa richiesta graverà molto sulle finanze dei comuni determinando aumenti di tariffe o diminuzione di altri servizi. Si è pensato poi, per riequilibrare il bilancio ATS di aumentare il contributo degli utenti del servizio domiciliare e del trasporto disabili mediante la rideterminazione delle fasce ISEE.
Tornando ora alle considerazioni generali, come si è visto non è stato tagliato solo il fondo sociale indiviso ma anche i fondi per la famiglia, per l’infanzia e l’adolescenza, per le politiche giovanili ecc., ma la cosa più grave è che è stato azzerato il fondo per la non autosufficienza, fondo istituito con la legge di bilancio 2007 che consentiva alle famiglie con componenti disabili o non autosufficienti di tenerli o curarli presso la propria abitazione, senza gravare sulla sanità pubblica ed evitando i ricoveri in istituto.
La Regione Liguria ha recentemente stabilito di mantenere questo fondo stanziando risorse proprie con 16 ml di euro, garantendo il pagamento del FRNA solo ai disabili e anziani con un ISEE inferiore a 10000 €. In Valle Stura ventidue persone non percepiranno più questo contributo.
Altro taglio grave è quello sul fondo affitto che permetteva ai Comuni di erogare un modesto contributo a coloro che non sono in grado di pagare le spese per la locazione.
Voglio ribadire che il totale dei fondi destinati al sociale per i comuni è passato da 2526,7 milioni di euro del 2008, ai 549,4 del 2011 con un calo del 78%. Si è fatta la scelta di lasciare ogni fascia o categoria sociale, in particolare le più deboli, le più sole e più indifese di fronte alla crisi, dove la risposta ai problemi può essere data in funzione del reddito e non delle necessità, contro ogni concetto di mutualismo e solidarietà incentivando l’egoismo sociale. In poche parole chi ha i soldi si pagherà badanti ed assistenza e chi non li ha si arrangi! Si costringono Regioni, Comuni, ASL a ridurre ancor di più gli aiuti alle famiglie per l’assistenza agli anziani, ai disabili, ai bambini, a chi è emarginato e povero.
Una riduzione di tali proporzioni avrà come inevitabile conseguenza la cancellazione o il ridimensionamento di molte iniziative e servizi, alcuni dei quali gestiti dai Comuni a loro volta colpiti duramente dalla manovra di finanza pubblica”.

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