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Personaggi: Anna Pastorino

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Masonesi Mitici: Anna Lavorassina - Foto di Gianni Ottonello

Figure da ricordare
Una vita intensa in dialetto:

Masone. Lunedì 9 maggio si è svolto in parrocchia il funerale della compaesana Anna Pastorino, classe 1924, personaggio che ha preso intensamente parte per decenni alla realtà sociale ed associativa di Masone con esileranti spettacoli teatrali in vernacolo, coinvolgenti “Befane” per i piccoli dell’Oratorio, interviste e memoriali televisivi di storia e varia umanità paesana.
La ricordiamo, con stima ed affetto, attraverso alcuni passaggi della presentazione, scritta da Pasquale Aurelio Pastorino, per la pubblicazione dal titolo “Na vòta a Masùn… (poesie in dialetto)”, primo numero della collana “Ricordi di Masone”, edito nel 2005, scusandoci per le inesatte accentazioni dei termini dialettali .

L’autrice, Anna Pastorino dra Lavurassin-na, non ha particolari ambizioni letterarie perché, come dice lei stessa: “o ‘n’istrusiun elementare” (ho un’istruzione elementare), che deriva dall’insegnamento impartitole da Suor Serafina e poi da Suor Rosaria durante i cinque anni di scuola elementare nel palazzo comunale, nei primi anni trenta del Novecento….
Erano gli anni della retorica di Regime e dell’indottrinamento fascista, non tanto applicati però dalle maestre religiose, le Suore Benedettini di Ronco Scrivia, da molti anni a Masone, che dovevano pure gestire classi sempre molto numerose, anche di quaranta alunni, a volte di più, rigidamente divisi per sesso; … Anna dimostrò diligenza ed impegno, che le consentirono di concludere le cinque classi elementari senza ripetere, ma ora ammette che incontrava qualche difficoltà nello studio della lingua italiana scritta, tanto che la maestra nell’assegnare dei componimenti liberi, l’indirizzava sempre verso i testi brevi. Riusciva meglio nelle prove orali, dove dimostrava acume, spirito d’osservazione e capacità di rielaborazione personale, nonché buona memoria. A tale riguardo è indelebile il ricordo di Suor Faustina, un’altra maestra che insegnava catechismo e con la quale aveva imparato a recitare a memoria, in latino, tutta la funzione del vespro, che non ha più dimenticato. Queste doti forse le derivano, come afferma, dalla nonna Geronima Carlini, soprannominata ra Lavuràssa, classe 1859, illetterata per non essere mai andata a scuola, aveva imparato a leggere da autodidatta sillabando le parole, e alla nipote che le chiedeva dove avesse imparato, rispondeva: “quànde mustràva a i mè fioi che andava a scora” (quando insegnavo ai miei figli che andavano a scuola).
Terminate le scuole e la sofferta parentesi della seconda guerra mondiale, Anna trovava impiego presso il cotonificio di Rossiglione, dove avrebbe lavorato per oltre venti anni…Per Anna fu quindi una vera liberazione quando riuscì ad ottenere un nuovo lavoro presso al dolciaria “Dufour” di Genova… prima di andare in pensione a metà degli anni ottanta.
Pensione attiva la sua: a disposizione della Comunità, in ogni occasione che le si è presentata. In particolare ha incontrato il mondo dell’infanzia in diverse attività pubbliche. Eccola dunque diventare animatrice convincente delle feste della “Befana” e del carnevale dei bambini nell’Oratorio Opera Monsignor Macciò, e in ogni altra manifestazione organizzata in favore dei giovanissimi. Non meno memorabili le sue interpretazioni teatrali e durante le serate del martedì grasso. Le sue sono esibizioni solo in parte improvvisate, spesso infatti si presenta con testi scritti in forma poetica, in modo naturale ed immediato, spesso prendendo a spunto gli eventi eccezionali che coinvolgono il paese. In esse Anna trasferisce anche la sua personale esperienza di vita vissuta, tutto rigorosamente in dialetto masonese, che sente come la sua vera “lingua”. Parte dei testi di quelle poesie sono stati inseriti nel presente volumetto, affinché “nulla vada perduto”.

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Un Commento

  1. claudia pastorino

    14 maggio 2011 at 17:05

    Che bella storia di Anna Pastorino, grazie per essere in grado di saperla, un forte abraccio a tutti
    Claudia

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