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Risposta del Sindaco di Masone sui lavori in alveo torrenti

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Torrente Stura

Riceviamo e pubblichiamo:

In data 26 agosto è pervenuta la risposta del sindaco Enrico Piccardo alla lettera Pasquale Aurelio Pastorino dal titolo “Sperpero di denaro pubblico”, pubblicata sul numero scorso.

In riferimento alla sua graditissima lettera del 23 agosto u.s. le garantisco che la mia indignazione non è inferiore alla sua.
E’ impensabile che si buttino via montagne di denaro pubblico per spostare il materiale di risulta fluviale da un posto all’altro dell’alveo del torrente Vezzulla.
Ma Masone non è l’unico caso: sono stati spesi altri 127.000 euro nel territorio di Rossiglione e 41.000 euro nel territorio di Campo Ligure solo per il taglio della vegetazione in alveo, il suo allontanamento e la movimentazione del materiale.
Le leggi regionali che si sono succedute sul tema hanno assegnato la competenza alla Provincia che provvede, su segnalazione annua da parte dei Comuni, l’asportazione delle piante in alveo e la movimentazione dei materiali litoidi, risistemandoli in alveo. Quello che colpisce è il costo di questi interventi.
Nel passato (forse si era meno fessi) i Comuni rilasciavano i permessi, mediante ordinanza, a ditta autorizzata per il prelievo del materiale che era in pratica la remunerazione del lavoro di sgombero. In molti casi i Comuni stessi provvedevano allo sgombero utilizzando il materiale per la manutenzione ed il mantenimento delle strade vicinali sterrate.
Ora si deve lasciare il materiale in alveo pagando profumatamente chi lo sparge con “dolcezza” lungo il corso del fiume, con la Provincia che sborsa fior di quattrini e con i Comuni che si dissanguano per acquistare materiale per operare le manutenzioni di cui sopra sempre che il misto che viene utilizzato sia compatibile con il luogo in cui viene immesso (SIC!!!!).
Intanto per il mancato allontanamento del materiale dall’alveo i livelli dei fiumi e torrenti si alzano creando sezioni di deflusso sempre più ridotte: occorrerà in futuro prevedere l’innalzamento delle strade aggettanti e dei relativi insediamenti civili o vogliamo darci una regolata ed eliminare questi assurdi vincoli generati da una burocrazia sempre più ottusa? O dovremo progettare un nuovo Mose come a Venezia (per l’amor di Dio senza tangenti) per prevenire l’acqua alta?
Occorre ridare ai Comuni una libertà di azione in ambito di regole di buon senso, assegnando loro una fetta piccolissima di quelle risorse che oggi impieghiamo: avremo lo stesso risultato con un risparmio notevole. Distinti saluti

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