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Statuto della Città metropolitana di Genova

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comune di masone

Dopo le elezioni del 28 settembre scorso che ha stabilito la composizione del Consiglio della , in cui è stato eletto con 3780 voti il consigliere di Campo Ligure, nonché Consigliere Regionale, Antonino Oliveri, il 19 dicembre la Conferenza metropolitana ha approvato lo Statuto della Città metropolitana di Genova.

Ricordiamo che gli organi della Città Metropolitana sono :

  • Il Sindaco Metropolitano, che è il Sindaco del Comune capoluogo

  • Il Consiglio Metropolitano, eletto dai Sindaci e dai Consiglieri Comunali

  • La Conferenza Metropolitana, composta dai Sindaci dei Comuni facenti parte della Città Metropolitana, con potere di convocazione del Sindaco di Genova.


Lo Statuto stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente, ivi comprese le attribuzioni degli organi nonché l’articolazione delle loro competenze e cioè :

  • regola le modalità e gli strumenti di coordinamento dell’azione complessiva di governo del territorio metropolitano;

  • disciplina i rapporti tra i comuni e le loro unioni facenti parte della città metropolitana e la città metropolitana in ordine alle modalità di organizzazione e di esercizio delle funzioni metropolitane e comunali, prevedendo anche forme di organizzazione in comune, eventualmente differenziate per aree territoriali. Mediante convenzione che regola le modalità di utilizzo di risorse umane, strumentali e finanziarie, i comuni e le loro unioni possono avvalersi di strutture della città metropolitana, e viceversa, per l’esercizio di specifiche funzioni ovvero i comuni e le loro unioni possono delegare il predetto esercizio a strutture della città metropolitana, e viceversa, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;

  • può prevedere, anche su proposta della regione e comunque d’intesa con la medesima, la costituzione di zone omogenee, per specifiche funzioni e tenendo conto delle specificità territoriali, con organismi di coordinamento collegati agli organi della città metropolitana, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La mancata intesa può essere superata con decisione della conferenza metropolitana a maggioranza dei due terzi dei componenti;

  • regola le modalità in base alle quali i comuni non compresi nel territorio metropolitano possono istituire accordi con la città metropolitana.

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