E’ il magnifico fulcro di una memoria che attraversa dieci secoli di tradizioni, storia, lavoro, spiritualità e tesori delle Valli Stura, Orba e Leira che dalla carta al ferro, dalla filigrana alle tappe del ‘900 rivivono anche nella sorprendente rete dei musei di Mele, Masone, Campo Ligure e Rossiglione. Per questo la rinata e millenaria , prima splendida gemma cistercense in Italia, è la protagonista del nostro servizio.

Fondato nel 1120 dai monaci della grande riforma benedettina di San Bernardo di Chiaravalle, il suo antico complesso è un patrimonio monumentale, storico e religioso assolutamente unico, riportato a nuova vita da un vasto e delicato programma di restauri.

Con la regia della , il sostegno finanziario della Fondazione Carige, le intese con la famiglia Salvago Raggi, dal 1648 proprietaria della Badia, l’Ordine Cistercense, la Sovrintendenza, il Comune di Tiglieto e gli enti del territorio, i restauri hanno riportato alla luce le meraviglie della sala capitolare, cuore dell’organizzazione cistercense, e poi quelle dell’antica chiesa di Santa Maria e Santa Croce, protetta dalla cornice dei monti attorno alla piana nata dal lavoro dei monaci e dai giganteschi alberi che gareggiano in altezza con il suo campanile.
Nella sala capitolare, sotto magnifiche volte a crociera decorate sui costoloni delle vele a fasce rosse e bianche e sostenute da colonne in pietra arenaria, si svolgevano celebrazioni, funzioni, letture della regola e dei testi sacri e si adottavano le decisioni sulla vita del monastero e della sua comunità, registrate poi nei documenti conservati nell’attiguo armarium, anch’esso restaurato e prezioso per la sua rarità nei complessi cistercensi del XII e XIII secolo.

Dai tetti in formelle di laterizio fatte a mano, simili alle scandole di quercia o castagno della prima copertura, ai soffitti lignei delle navate laterali, dagli elementi decorativi sui pilastri al settecentesco pavimento di ardesia, i restauri hanno restituito aspetto e spirito originario a questa meraviglia di architettura e storia sacra.

MICHELANGELO PESCE, Sindaco del Comune di Tiglieto

Nel 1223 a Tiglieto con l’abate c’erano trentatre monaci di coro e una schiera di conversi. I cistercensi, ritornati progressivamente alla Badia dal 2001, vi sono rimasti sino al 2011 quando per le difficoltà dell’Ordine hanno dovuto lasciare l’insediamento.
Ma presto la Badia sarà di nuovo abitata.

Un altro segno dell’attenzione e dell’impegno costante per la rinascita di questo prezioso e antichissimo complesso è l’arrivo, nell’intesa fra enti e proprietà per i restauri e il comodato d’uso pubblico della badia, di nuovi interventi, per 800.000 euro. Cofinanziati dalla Regione con fondi Fas e dalla marchesa Salvago Raggi e affidati al Parco del Beigua.

– A Tiglieto nella Badia rinata nuovi restauri e presto il ritorno dei monaci
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