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Tutela del “Forte Geremia” di Masone

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Il forte Geremia - Gianni Ottonello

Riportiamo la lettera aperta che Nino Tomaso Macciò, segretario del Partito Democratico del Circolo di Masone, ha inviato al Sindaco, ai Capi Gruppo consiliari di Maggioranza e di Minoranza del Comune di Masone, alle Redazioni degli organi di stampa cittadini e locali.

Oggetto: Tutela del “” di Masone.

Giorni fa, durante una bella giornata di sole, sono salito alla Cappelletta e da lì, percorrendo a piedi la vecchia strada militare, sino al Forte Geremia; gradevole passeggiata verso una località da sempre molto cara a noi masonesi, ma anche a tanti melesi e voltresi; luogo e struttura meritevoli di valorizzazione anche a livello nazionale, posta com’è lungo il percorso dell’Alta Via dei Monti Liguri. Durante il cammino mi è tornato alla mente come alcuni cittadini, durante i lavori d’interramento del cavidotto per portare la corrente elettrica al Forte, elemento indispensabile per proseguire nella soddisfacente gestione della collaudata e apprezzata struttura ricettiva, lamentarono con parole forti e scritti polemici, cui fece seguito l’interrogazione altrettanto dura della Minoranza consiliare, guidata allora dall’attuale Sindaco Enrico Piccardo, la “distruzione “ dell’antico selciato, costituito in parte da una massicciata in pietra locale. Neanche si trattasse della via Appia antica, le polemiche furono fomentate e sostenute tra l’altro da coloro i quali da sempre hanno definito il Forte Geremia “un inutile ammasso di pietre”. Gli stessi che poi gridarono allo scandalo per l’arrecato << danno irreparabile ad un bene “storico” di tutti >>, nonché per il grave pericolo di successivi smottamenti e danni alla strada stessa, in caso di forti piogge. Ebbene osservando ora quel tratto di strada, passata indenne attraverso l’alluvione del novembre 2014, a lavori di scavo conclusi da oltre due anni, sono stato confortato dal fatto che il selciato in pietra è come prima, forse meglio, non vi sono stati danni e, anzi, nel tratto iniziale lato Cappelletta la strada è stata resa perfettamente percorribile in modo pedonale. Ho tirato un sospiro di sollievo ma, arrivando al Forte, è qui che la preoccupazione mi ha aggedito. Tutto appare abbandonato, il cavidotto ha raggiunto l’antico manufatto, ma i cavi non sono stati inseriti, la pratica per la corrente elettrica non è stata evidentemente portata a termine, il gestore incaricato dal Comune non c’è più e il portone è sprangato. Tornato in paese, ho appreso che forse l’Amministrazione comunale vuole rinunciare alla prosecuzione dell’affidamento, quindi al proseguimento dell’opera di tutela e valorizzazione del bene demaniale che, lo ricordo, posto ad 800 metri di altitudine, è un’emergenza storico-architettonica di tutto rispetto. Pare che l’Amministrazione comunale intenda rinunciare all’acquisizione del Forte, in proprietà a titolo gratuito: ciò è reso possibile (come accaduto a Genova) in forza della recente legge che trasferisce ai Comuni competenti per territorio i beni dismessi del Demanio Militare.

Non posso crederci! Se così stanno le cose, dopo tutte le fatiche, l’impegno profuso da tre Amministrazioni comunali in vent’anni, le spese sostenute per il recupero, questo sarebbe un epilogo veramente triste e clamoroso! Per giunta suscita notevole perplessità il totale silenzio calato sull’argomento, anche da parte di quei cittadini che allora, col calore che credevo indotto dall’amore per la propria terra natia e non solo da meri calcoli politici pre elettorali, gridarono allo scandalo per i lavori alla strada. Ma come, l’antica strada oggetto di tante attenzioni e il Forte Geremia, ora si lascia nelle mani dei vandali?

Spero proprio non sia così. Non voglio credere che questa situazione sia frutto di una calcolata e scellerata scelta politica. Se così fosse, l’Amministrazione comunale deve dirlo chiaramente assumendo le proprie responsabilità di fronte ai masonesi e non solo a essi, ma anche all’intera Comunità valligiana e genovese, agli Enti che finanziarono il recupero, la Regione Liguria in primis a suo tempo chiamata in causa sui lavori al Forte Geremia da Edoardo Rixi, oggi al governo con la Giunta Toti. Se invece le cause fossero altre, cioè difficoltà burocratiche o di altro genere, dico che non bisogna mollare la presa e tornare a rimboccarsi le maniche e lavorare! Faccio appello quindi al Sindaco e a tutti i Consiglieri Comunali, di Maggioranza e di Minoranza, affinché non vada disperso un prezioso elemento del nostro patrimonio storico-architettonico, fonte di grandi potenzialità ancora inespresse per il nostro territorio.

Firmato: Tomaso Nino Macciò

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