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Mostra fotografica “Terre d’Orba”

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Elisabetta Goggi

 

Museo Civico Andrea Tubino
“Terre d’Orba”
di da Cesare Viazzi

Elisabetta Goggi
Elisabetta Goggi

Masone. Sarà inaugurata sabato 17 marzo, alle ore 17 presso il Museo Civico “Andrea Tubino, la mostra fotografica “TERRE D’ORBA” di Elisabetta Goggi, inserita nella “XIV Settimana della Cultura”.
L’interessante evento, che non deluderà certo gli appassionati d’arte e di fotografia, è imperniato su quindici scatti di Elisabetta Goggi ispirati ai dipinti del grande pittore Cesare Viazzi. Quest’ultimo è passato attraverso diverse fasi artistiche e importanti committenze, ricoperto un autorevole ruolo in campo artistico ed accademico. Per la pittura di paesaggio scelse la campagna dei dintorni di Predosa, paese che amava particolarmente, dove fissò la residenza estiva e trascorse gli ultimi anni della sua vita.
La fotografa Elisabetta Goggi ha avutola brillante idea di coniugare i paesaggi di Cesare Viazzi con i panorami attuali che, nel corso del tempo, hanno subìto molte variazioni per mano dell’uomo. Visitando la mostra, che sarà presentata dal pittore Ermanno Luzzani, residente a Molare ma artisticamente formatosi a Milano, attraverso la fotografia, si può rivivere il percorso emozionale della ricerca vedutistica di Cesare Viazzi, traslato nell’attualità. La fotografa, infatti, ha studiato e analizzato i medesimi paesaggi nei minimi dettagli, lasciandosi suggestionare dai luoghi, che ha quindi immortalato con indiscussa bravura.

Cesare Viazzi (Alessandria 1857 – Predosa 1943) studiò a Novi Ligure presso la scuola di disegno di Cavanna, proseguì gli studi all’Accademia Romana e all’ Albertina di Torino. Nel 1893 fu chiamato come professore all’Accademia Ligustica di Belle Arti. In Genova mostrò un’intensa attività di ritrattista, realizzando dipinti per la Società Promotrice di Belle Arti, decorando grandiosi complessi (Palazzo Raggio in via Balbi, Villa Weil, Villa Bisio in Albaro, Castello Raggio di Cornigliano), soggetti per il Cimitero monumentale di Staglieno. Nel pieno del successo interruppe l’attività di pittore per dedicarsi solo agli studi, sempre coltivati anche con frequenti viaggi europei.
Nei suoi inizi Viazzi ha connotazioni di tipo veristico in consonanza con i tempi. Ma presto, soprattutto nel paesaggio, emergono tendenze più propriamente formalistiche che, apparentemente, si collegano al movimento dei Macchiaioli, ma che denunciano il desiderio di chiarezza costruttiva che ha il suo fulcro nel rapporto cristallino fra colore e luce. Appare infine una visione dell’arte che è definita accademica, ma che più esattamente evidenzia una profonda cultura storica collegata alle certezze del Classicismo.

Elisabetta Goggi, con una passione genetica per la fotografia ereditata dal padre, ha realizzato i primi scatti con una reflex occupandosi principalmente di reportage; dopo la laurea in Storia dell’Arte e il dottorato di ricerca con una tesi sulla storia della fotografia, “Genova: l’idea di città attraverso dei fotografi tra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento”, ha seguito le lezioni di fotografia dell’Accademia Ligustica ed ha collaborato per due anni con una galleria d’arte genovese, partecipando a diverse mostre. Il primo premio al concorso “Acqua e Ferro” l’ha indirizzata verso le foto di archeologia industriale, agraria e urbana, senza però farle trascurare altri temi, come il paesaggio e i riflessi.

La mostra sarà visitabile, sino a domenica 22 aprile, con orario sabato e domenica 15-18, o su appuntamento telefonando a .

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